Esteri
IN GERMANIA •
Al voto di Berlino, la Linke ha la sua Mamdani per sconfiggere la Cdu
Nella capitale l'AfD non sfonda come nel voto regionale. Si contendono la poltrona di borgomastro i socialcomunisti della Linke e i cristianodemocratici del sindaco uscente Kai Wegner, appaiati al 20 per cento nei sondaggi
18 SET 26

Elif Eralp, Die Linke (Foto Ansa)
Berlino. Il partito sovranista AfD è riuscito a fare ombra sulla capitale tedesca: il 6 settembre gli occhi dell’Europa erano fissi sulla Sassonia-Anhalt, dove in effetti l’AfD ha stravinto fra gli 1,69 milioni di aventi diritto. Domenica prossima, anche se con numeri più contenuti, la formazione antisistema dovrebbe arrivare prima anche in Meclemburgo-Pomerania anteriore, Land orientale grande come la Lombardia ma con soli 1,6 milioni di abitanti. Il 20 settembre, però, vanno al voto anche i berlinesi in un’elezione non senza sorprese.
La prima: gli aventi diritto sono quasi 2,5 milioni, ben di più di quelli dei due singoli Länder. La seconda: la popolazione residente sfiora i 4 milioni di abitanti ma 865 mila berlinesi con più di 16 anni di età non possono votare perché privi della cittadinanza tedesca: si tratta di un cittadino su cinque.
La terza sorpresa è tutta politica: in un paese in cui l’AfD arriva prima nelle elezioni e nei sondaggi – secondo l’ultima rilevazione YouGov avrebbe il 29 per cento su scala nazionale contro il 18 della Cdu del cancelliere Friedrich Merz – a Berlino il partito sovranista dovrebbe fermarsi in terza posizione con il 18 per cento.
Appaiati al 20 per cento nei sondaggi si contendono la poltrona di borgomastro i socialcomunisti della Linke e i cristianodemocratici del sindaco uscente Kai Wegner. Sindaco che, a Berlino le sorprese non finiscono mai, non è stato ricandidato per aver giocato a tennis lo scorso gennaio quando i quartieri sudoccidentali della capitale precipitavano nel buio e nel gelo a causa di un massiccio blackout causato, si dice, da una mano russa. Per aver negato di essersi rilassato un’oretta – “quel giorno ho sempre lavorato” – Wegner ha dovuto cedere il passo al suo assessore alle Finanze Stefan Evers.
Evers non è un berlinese doc ma è nato 46 anni fa nella regione della Ruhr. Nella capitale da quando ne aveva 19 e sposato con uomo, oggi fa campagna elettorale contro gli estremismi: quello sul fronte destro (leggi AfD) come quello sul fronte sinistro (Die Linke) capitanato dalla candidata 45enne Elif Eralp. Evers punta a ripetere l’esperienza della Grosse Koalition uscente, allargata magari ai Verdi che però sono molto più propensi a buttarsi a sinistra. Il suo programma è tutto casa (più costruzioni, più in fretta), meno burocrazia (un appuntamento all’anagrafe può richiedere settimane) e più sicurezza (Berlino è vessata da diverse gang criminali) senza dimenticare l’obiettivo emissioni zero entro il 2040.
Neppure Eralp è berlinese. E’ nata a Monaco di Baviera 45 anni fa e cresciuta ad Amburgo, figlia di due sindacalisti turchi in fuga dal proprio paese. Laureata in legge e specializzata nell’assistenza a immigrati e profughi, Eralp è stata definita la Zohran Mamdani di Berlino. Il suo programma è incentrato sul sociale a cominciare dal diritto alla casa in una capitale in cui il costo della vita è molto cresciuto dalla fine della pandemia. In campagna elettorale ha distribuito pasti vegetariani per tre euro: la sua idea è lanciare delle Kiezkantinen – delle mense di quartiere – dove i cittadini possano mangiare senza essere spennati. Con i giornali la candidata sindaca ha ammesso che il più grande errore della sinistra è stato privatizzare il patrimonio immobiliare cittadino 25 anni fa: adesso è tempo di riportare gli appartamenti sotto controllo pubblico per calmierare gli affitti. Una posizione in linea con quella della Linke che in passato ha sostenuto un referendum consultivo per l’esproprio delle case delle grandi società immobiliari della capitale. Celebrata nel 2021, la consultazione si concluse con il 56 per cento di “sì” ma il progetto fu poi insabbiato dalle giunte successive.
Ferratissima nel sociale, Eralp presta il fianco alle critiche per antisemitismo. La candidata è stata molto criticata da Evers come pure dai socialdemocratici e dai Verdi per il concerto organizzato dalla Linke lo scorso 18 agosto a Neukölln, il quartiere berlinese a più forte presenza mediorientale, quando il rapper Dahabflex ha cantato “morte alle Idf” (le forze armate israeliane). Eralp si è stracciata le vesti per poi ribadire l’ultima volta lunedì scorso che la Linke “è per la protezione della vita ebraica come quella palestinese e islamica”. E due giorni fa il partito socialcomunista ha preso le distanze da adesivi apparsi in città con su scritto “Yallah Intifada! Con Elif Eralp: votiamo l’Intifada al Parlamento regionale!”.