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Fedorov sarà consulente per l'innovazione dell’Italia
A quanto risulta al Foglio l'ex ministro della Difesa ha accettato la proposta del ministro Guido Crosetto. In Ucraina la carriera politica dell’ex ministro ha subìto una battuta d’arresto, ma non quella di innovatore

Foto ANSA
Secondo quanto risulta al Foglio, l’ex ministro della Difesa dell’Ucraina, Mykhailo Fedorov, ha accettato la proposta del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, e lavorerà come consulente per l'innovazione dell’Italia. Roma è la prima tappa di un progetto che coinvolgerà anche altri paesi. Crosetto aveva presentato la sua proposta a Fedorov subito dopo le dimissioni, avvenute a metà luglio, che hanno portato a forti manifestazioni in Ucraina e aperto una crisi politica con il presidente Zelensky, culminata con il video della settimana scorsa in cui Fedorov chiedeva per la prima volta elezioni in Ucraina, “perché Putin non può dettare i tempi della democrazia in Ucraina”, aveva detto. La richiesta di elezioni anticipate gli ha allontanato il sostegno di parte della popolazione ucraina, che non crede che in guerra possano esserci delle elezioni giuste e immediatamente le manifestazioni, che fino a quel momento avevano chiesto il ritorno di Fedorov al ministero della Difesa, si sono fermate.
La carriera politica dell’ex ministro ha subìto una battuta d’arresto, ma non quella di innovatore e per l’Italia avere Fedorov come consulente all’innovazione è un guadagno prezioso, perché l’ex ministro porta in dote le sue conoscenze e anche la collaborazione con Elon Musk: finora il fondatore di SpaceX non gli ha mai rifiutato nulla. L’ex ministro ha accompagnato Zelensky dagli albori della sua carriera, è stato suo consulente durante la campagna elettorale e ha avuto ruoli di rilievo nell’amministrazione ucraina, fino alla rottura finale, dettata da rabbia e forte ambizione. Rimane un dubbio nella collaborazione fra la Difesa italiana e Fedorov: l’Italia e l’Ucraina stanno parlando da mesi di un accordo per la produzione di droni, un accordo che Kyiv ha già stretto con altri paesi europei, e saranno i collaboratori di Zelensky a portarlo avanti, se verrà finalizzato. L’Italia entra nelle dinamiche politiche dell’Ucraina, con qualche rischio, ma porta a casa l’innovatore che, se ben sfruttato e ascoltato, con le sue competenze in Difesa e nuove frontiere della guerra tecnologica può iniziare una rivoluzione.