•
Merz vuole rimpatriare l’80 per cento dei siriani. Ecco perché non può
Un dato sostanziale impedisce la realizzazione del piano del cancelliere: la redazione Mediendienst Information ha confermato che, solo nel 2024, quasi 300 mila stranieri hanno ottenuto la cittadinanza tedesca “e più di una naturalizzazione su quattro riguardava cittadini siriani” aggiungendo che "negli ultimi anni il numero è aumentato"
di
3 APR 26

epa12863909 German Chancellor Friedrich Merz arrives for the weekly cabinet meeting of the German government in Berlin, Germany, 01 April 2026. EPA/FILIP SINGER
Berlino. “Non mi metterò ora a fare un’esegesi testuale per stabilire quali parole abbia detto il cancelliere e quali il presidente”. Nell’uscita del portavoce del governo federale tedesco Stefan Kornelius si percepiscono un po’ il fastidio e un po’ l’imbarazzo di chi è chiamato non solo a incollare i cocci di un vaso rotto da qualcun altro ma anche a dare spiegazioni. A suscitare la grande attenzione della politica e dei media tedeschi la recente promessa da parte di Friedrich Merz di rimpatriare l’80 per cento dei profughi siriani oggi in Germania “nel giro dei prossimi tre anni”. Il cancelliere si è dato questi obiettivi dopo aver ricevuto lunedì scorso a Berlino Ahmad al Sharaa, l’uomo forte di Damasco autoproclamatosi presidente della Siria dopo il crollo del regime di Bashaar Assad nel dicembre del 2024. Poiché la Siria è un paese in via di pacificazione e ricostruzione, è tempo che i rifugiati siriani ospiti nel paese da dieci anni comincino a tornare a casa. Ma in una Germania che molto investe nell’integrazione degli stranieri e in cui il leader della Cdu guida il governo federale grazie all’appoggio essenziale dei socialdemocratici (Spd), questo annuncio ha fatto molto rumore; tanto più perché già nel passato recente Merz ha dimostrato poca empatia con profughi, puntando, ove possibile, a elaborare politiche per il loro rimpatrio.
Quando la stampa e la sinistra hanno messo il cancelliere alle strette chiedendogli perché ha parlato dell’80 per cento, lui ha spiegato che quella quota era stata indicata da al Sharaa. Peccato che dalla sua tappa londinese quest’ultimo abbia smentito a metà il cancelliere spiegando che il ritorno dei rifugiati siriani è legato alla creazione in patria di un numero sufficiente di posti di lavoro. Consapevole che la Germania ha un forte potenziale di investimento, al Sharaa ha concesso che, se si creassero le circostanze giuste, potrebbe garantire che l’80 per cento delle persone ritorni nel proprio paese. E alla fine il portavoce Kornelius ci ha messo una pezza senza tuttavia risparmiare a Merz le critiche: per la Spd “quella del cancelliere non è una mossa saggia”, per i Verdi “Merz ignora che molti rifugiati siriani lavorano in professioni di importanza sistemica”, mentre per Timo Wollmershäuser dell’Istituto (ordoliberale) Ifo di Monaco “se rimpatriassimo persone in questa misura, ciò darebbe un ulteriore colpo al potenziale produttivo”. Al di là delle critiche di ordine politico ed economico, un dato sostanziale impedisce la realizzazione del piano del cancelliere: solo nel 2024, quasi 300 mila stranieri hanno ottenuto la cittadinanza tedesca “e più di una naturalizzazione su quattro riguardava cittadini siriani”, conferma la redazione Mediendienst Information aggiungendo che “negli ultimi anni il numero delle naturalizzazioni è aumentato”, passando da 109 mila nel 2020 a 131 mila nel 2021, e da 168 mila l’anno dopo a 201 mila nel 2023. Il regime di naturalizzazione “rapida” stabilito dal governo Scholz è stata abolito nell’ottobre 2025.