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La campagna trumpiana pro Putin continua con la delegazione russa in gita a Washington
La visita guidata da Nikonov segna un nuovo passo nella normalizzazione dei rapporti con Mosca, mentre la guerra in Ucraina continua e l’Amministrazione Trump minimizza il ruolo russo nello scenario globale
28 MAR 26

La delegazione di deputati russi invitata a Washington da Anna Paulina Luna ha fatto una visita privata a Capitol Hill, ha posato nelle foto ufficiali – nell’ufficio della deputata della Florida, davanti all’Institute of Peace brandizzato Donald Trump come ormai quasi tutto, mentre facevano una pausa caffè tutti insieme – e ha ricevuto in dono il merchandising trumpiano. Il dipartimento di stato aveva autorizzato la visita dei deputati russi – che sono guidati da Vyacheslav Nikonov, vicepresidente della commmissione Affari internazionali della Duma e nipote del ministro degli Esteri sovietico Vyacheslav Molotov, sì, quello – a gennaio.
Luna aveva fatto molte pressioni, è una paladina del dialogo, dei ponti, della pace – ogni volta che scrive della Russia sui social mette l’emoji della colomba bianca – e voleva organizzare questa visita a tutti i costi, ma il dipartimento di stato non solo doveva approvarla, ma anche aprire la procedura per sospendere le sanzioni, altrimenti l’ingresso negli Stati Uniti sarebbe stato impossibile. Lo ha fatto, assecondando ancora una volta gli istinti putiniani e antiucraini di Luna e di buona parte dell’Amministrazione Trump, e così eccoci qui, con i russi sanzionati che vanno in gita al Congresso americano, con l’investitura “personale” di Vladimir Putin, ha fatto sapere il Cremlino, mentre i russi a casa bombardano indefessi l’Ucraina e aiutano indefessi gli iraniani a individuare gli obiettivi americani in medio oriente e a colpirli. L’Amministrazione Trump continua a ignorare questa collaborazione – a domanda diretta il segretario di stato Marco Rubio, prima di arrivare ieri al vertice del G7 in Francia, ha detto che la priorità di Putin è “la sua guerra”, come se i droni che hanno devastato le case e le vite degli ucraini non fossero un’evoluzione di quelli iraniani – e anzi normalizza la Russia, legittima la sua leadership e l’arricchisce con la sospensione delle sanzioni al petrolio russo fino all’11 aprile. Luna commenta orgogliosa alle emittenti del regime russo che la visita è andata molto bene; la deputata della Florida si sta specializzando nel settore dell’accoglienza: è stata lei a organizzare le ultime gite dei deputati dell’AfD tedesca, l’estrema destra che tanto piace ai trumpiani (ma che da ultimo non risponde agli inviti e si è raffreddata di fronte a tanto interventismo americano). L’obiettivo finale di questa operazione e dell’allineamento tra Washington e Mosca è sempre lo stesso: gli ingrati europei e i “mendicanti” ucraini, che oggi sono in realtà molto preziosi – e secondo alcune fonti, i generali del Pentagono stanno incontrando in queste stesse ore esperti militari ucraini, che sanno come si fa la guerra oggi – ma anche questa è una realtà che l’Amministrazione Trump ha scelto di ignorare.
Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi




