Monopolio Bolloré. Vivendi assume il controllo definitivo di Lagardère

Con questa operazione la famiglia si assicura gli introiti del terzo gruppo editoriale al mondo di libri scolastici e per il grande pubblico e numero uno in Francia. Ora la nascita di questo mastodonte sovranista suscita diverse inquietudini nel paese
22 NOV 23
Ultimo aggiornamento: 05:00
Immagine di Monopolio Bolloré. Vivendi assume il controllo definitivo di Lagardère

(foto EPA)

Per avere il via libera dell’Antitrust europea, era necessaria la vendita di Gala. Il magazine femminile francese è stato ceduto ieri al gruppo Figaro, e in concomitanza è arrivato l’annuncio ufficiale: il colosso Vivendi del magnate bretone Vincent Bolloré ha assunto il controllo definitivo del gruppo Lagardère. Il fatturato, con l’acquisto di Lagardère, passa da 9,6 a 15,6 miliardi di euro e gli effettivi salgono da 38.300 a 65.700. Con questa operazione, durata tre anni e mezzo a causa dei molti veti posti dall’Authority per la concorrenza europea, la famiglia Bolloré si assicura gli introiti di Lagardère Publishing, terzo gruppo editoriale al mondo di libri scolastici e per il grande pubblico e numero uno in Francia (Hachette Livre, Stock e Grasset, tra le altre), ma anche quelli di Lagardère Travel Retail, numero due mondiale negli aeroporti, di Lagardère News (Journal du dimanche, Paris Match e le radio Europe 1 e Europe 2), e di Lagardère Live Entertainment, che gestisce teatri mitici come il Casino de Paris e le Folies Bergère.
La nascita di questo mastodonte suscita naturalmente parecchie inquietudini in termini di “monopolio ideologico”, come aveva già denunciato la ministra della Cultura Rima Abdul-Malak. Il timore è che quello che sta già accadendo al Journal du dimanche, a Paris Match ed Europe 1, dove Bolloré ha imposto in questi mesi una virata sovranista e spinto alle dimissioni i tre direttori nonché la quasi totalità delle redazioni, possa verificarsi anche nel mondo dell’editoria. La scrittrice Vanessa Schneider ha abbandonato Grasset per raggiungere Madrigall (gruppo Gallimard), perché “non è a suo agio con il nuovo azionista”, ossia Bolloré. E il rischio di un effetto domino è alto. Secondo molti osservatori, l’acquisto di Lagardère da parte di Vivendi rientra anche nel piano politico-ideologico che prevede di allargare il più possibile il campo sovranista, per tirare la volata nel 2027 a un candidato in sintonia col Bolloré-pensiero.