Niente San Valentino, matrimoni o figli. I "no" delle nuove generazioni in Cina

Se Pechino offre sussidi, estende le politiche delle nascite e annulla le norme approvate anni prima dal partito stesso per contenerle, i giovani cinesi dicono: nessun messaggio, pubblicità o legge ci faranno cambiare idea
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26 AUG 23
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Roma. Il giorno della festa di Qixi, la “notte del sette” o “del doppio sette” che si è celebrata martedì scorso in Cina e più comunemente nota in occidente come il San Valentino cinese, sui telefoni dei 13 milioni di abitanti di Xi’an è arrivato un messaggio di auguri da parte dei media ufficiali: “Con l’avvicinarsi della festa di Qixi, vi auguriamo un amore dolce, adatto all’età del matrimonio e del parto. Portate avanti delle relazioni adatte alla procreazione, contribuite alla continuazione del sangue cinese e condividete l’importante responsabilità del ringiovanimento”. Xi’an è una tra le città storiche più importanti, incarna uno dei periodi più ricchi della Cina imperiale, quello Tang, ospita l’Esercito di terracotta dell’imperatore Qin Shi Huang, ma c’è una cosa che la accomuna a qualsiasi altra città cinese: il calo demografico. Quest’anno Pechino ha perso il titolo di paese più popoloso del mondo e nel 2022 ha registrato il primo calo demografico dal 1961, l’anno della Grande carestia. Ma se il Partito comunista cinese offre sussidi, estende le politiche dei figli e annulla le norme approvate anni prima dal partito stesso per contenere le nascite, le nuove generazioni non hanno alcuna intenzione di perorare la causa, e dicono: nessun messaggio, pubblicità o legge ci faranno cambiare idea, anzi.
Il “messaggio della procreazione”, come è stato ironicamente chiamato sui social, è stato ricevuto da molti con fastidio, su Weibo tanti utenti hanno commentato: prima risolviamo i problemi di fondo, come la disoccupazione giovanile che è ai suoi massimi e di cui solo qualche settimana fa il Partito ha annunciato la sospensione della pubblicazione delle statistiche. Un altro utente scrive: “Se lo scopo di avere un figlio è solo quello di mandare avanti la stirpe cinese, e non secondo i propri desideri o idee, allora si prega di chiedere allo stato di pagare l’intero costo della crescita del bambino”. Le nuove generazioni cinesi non solo dimostrano di non essere più disposte ad avere figli, ma non vogliono più nemmeno sposarsi.