La prima vittima della propaganda è il Cremlino

Putin ha guardato se stesso e la Russia attraverso uno specchio deformante e ha visto la realtà più grande, più funzionale, più potente di quello che è. E' l'effetto dell'autopropaganda, per la quale oggi si piange in tv per “l’invincibile” Moskva. Navalny avverte: la verità colpisce il regime come un Javelin
16 APR 22
Ultimo aggiornamento: 09:53
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Finora il presidente russo, Vladimir Putin, si era guardato attraverso uno specchio deformante e attraverso lo stesso riflesso aveva visto anche la Russia da lui creata molto più grande, più potente, più funzionale di quello che si sta dimostrando in questi giorni. La propaganda di Mosca è martellante, non lascia spazio, funziona benissimo, ma dopo oltre cinquanta giorni di guerra sembra che non soltanto noi ci siamo meravigliati del fatto che l’esercito russo sia meno equipaggiato e meno forte di quello che pensavamo, ma sembra che neppure il Cremlino si aspettasse i problemi e le sconfitte. Noi abbiamo subìto la propaganda, ma anche chi l’ha creata l’ha subìta, anzi: ne è la prima vittima. Al punto di mettersi a singhiozzare in tv per l’affondamento di una nave che credeva invincibile. Il sistema rotto e corrotto di Mosca, non soltanto si vende come il più potente del mondo, come un’alternativa all’occidente, ma pensava, e probabilmente ancora pensa, di esserlo davvero.