Il ricatto di Trump all'Ucraina

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
21 FEB 25
Ultimo aggiornamento: 17:14
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Gli Usa stanno premendo sull’Ucraina perché accetti l’accordo sui metalli di grande valore e utilità delle sue miniere, anche le accuse attinte dal linguaggio degli odiatori e usate da Donald Trump contro Volodymyr Zelensky rientrano in questa partita. Il consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, Mike Waltz, lo ha ripetuto con chiarezza. Si nota una certa quota di prepotenza ma c’è anche, implicitamente, l’attestazione di un fatto poco considerato e cioè che l’Ucraina ha conquistato sui campi di battaglia una posizione di forza, che ora, vale sia verso i suoi nemici russi sia verso i nuovi quasi nemici americani

Le tre "cose" principali

Fatto #1

La visita a Kyiv dell’inviato americano si chiude senza dichiarazioni congiunte, intanto, all’Onu, gli Usa bloccano la possibilità di definire “aggressione” la guerra russa contro l’Ucraina

Fatto #2

Dalle 18.30 di Parigi Emmanuel Macron risponde a domande sul nuovo posizionamento della Francia e dell’Europa in vista della possibile rottura tra gli interessi strategici europei e quelli americani. Chissà se dalle risposte del presidente francese arriverà qualche indicazione utile per capire quale impostazione si potrebbe dare alla possibile alleanza militare europea

Fatto#3

Non è facile, a volte è impossibile, individuare la linea di separazione tra Pd e 5stelle. Ora però l’irruzione putinian/trumpiana sta funzionando come un liquido di contrasto in un’analisi clinica per evidenziare i possibili punti di divergenza. Con effetto aumentato quando il confronto politico avviene in Europa

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