•
Polemiche e reazioni alla violenza di Ben Gvir
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
di
20 MAY 26

Foto Ansa
Per leggere la versione senza paywall, iscriviti alla newsletter "Di cosa parlare stasera a cena" a questo link: è gratis!
Prima lo stesso Benjamin Netanyahu, poi il ministro degli esteri di Israele contestano il collega di governo Ben Gvir per il trattamento dei membri della Flotilla trattenuti in Israele dopo l’abbordaggio in acque internazionali. È una violenza stupida e ostentata, e strategicamente inutile, quella del ministro Ben Gvir, e che si presta perfettamente allo scopo propagandistico della missione Flotilla.
Le tre "cose" principali
Fatto#1
La tregua negli attacchi e l’atteggiamento poco chiaro degli Usa ha permesso all’Iran di aumentare la capacità di controllo sulle acque dello stretto di Hormuz.
Donald Trump parla di minaccia militare rinforzata contro l’Iran e di ultime ore per tentare un accordo. Parole come cominciano a soffrire di una certa ripetitività. Il presidente americano ha declinato lo stesso tema anche parlando dei retroscena sulla sua telefonata con Netanyahu, negando dissensi e cioè negando di aver frenato rispetto alla richiesta israeliana perché si passasse subito all’azione. E, ancora Trump, ha rinforzato la sua tesi dicendo che Netanyahu, comunque, si adeguerà alle scelte di Washington. Ma, su questo punto, da Israele arriva una lettura completamente opposta.
L’Iran cerca di spaventare i paesi del Golfo, sui quali si era concentrata l’attenzione dopo il complesso tentativo di avviare qualche forma di collaborazione con Israele.
Fatto#2
Le provocazioni russe contro i paesi baltici hanno raggiunto il livello di allarme.
Fatto#3
La Nato fa buon viso rispetto al ritiro di parte dei militari americani in Europa deciso da Trump. Con più responsabilità degli europei, è la tesi di fondo, faremo meglio e con maggiore certezza.
Con qualche argomento fondato anche per i rapporti di forza.
Oggi in pillole
- Xi Jinping vede Vladimir Putin e rilancia, ma in chiave minore, quella idea di nuovo ordine mondiale di cui si era parlato in occasione del grande incontro internazionale organizzato a Pechino nel settembre scorso. Affari e forniture energetiche al centro del dialogo, con la Cina dalla parte più forte, e cioè del compratore quasi unico. E una coda sull’Iran, ma senza calcare troppo la mano.
- Con Trump c’è la sfida a chi avesse il tappeto rosso più lungo a Pechino
- E l’Italia (con l’Ue) cerca di piazzare un cuneo in questa intesa tra cinesi e russi, trattando e ragionando in grande amicizia con l’India. Il primo ministro indiano Modi, a Roma, ha parlato anche alla Fao (dove si attende che venga sancita la candidatura di Maurizio Martina alla direzione generale)
- Non è a Modena ma a Firenze un giovane straniero arrestato con l’accusa di terrorismo
- Venezia accidentata per il centrodestra