Di cosa parlare a cena stasera
Per la protesta dei trattori, Sanremo è il palco giusto
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Amadeus e Fiorello - foto Ansa
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È troppo, è poco? No, per la ineffabile protesta agricola, con i trattori a trasformare in colpo d’occhio impressionante quella che sarebbe una piccola manifestazione, Sanremo è il palco giusto. Perché tutto lì si trasforma e si mischiano gli alibi e le ragioni (ci perdoni l’a-sanremista De Gregori) e perché Sanremo è fatto di enorme intensità e poi di vuoto, successione ideale per una protesta di cui non sono chiare le ragioni ma che dà chiaramente l’impressione di non avere la possibilità di una lunga tenuta sulla scena pubblica. Si incassi, insomma, il premio della critica o della giuria popolare che sia, si prenda per qualche minuto lo spazio nazionale dell’Ariston, con la ribalta al posto della sala verde a Palazzo Chigi e con Amadeus (“giusta la protesta dei trattori”, ha detto) al posto di Lollobrigida.
Meglio così, un canto si leverà unico nel paese a celebrare l’agricola comunione nazionale. Tutti solidali col trattore più vicino, tutti commossi e un po’ innamorati del pio bove. "L’Ue affama gli agricoltori". Non è vero ma a Sanremo si può dire, anche perché all’European song contest i trattori non li fanno entrare e allora non resterà che tifare per il rappresentante italiano perché nella sua canzone, magari tra le righe del testo o con una opportuna scritta sulla maglia, rappresenti a tutto il pubblico il prezzo da strozzo che viene pagato per il grano ai produttori primari.