I bei "Sì" di Draghi e il Tar contro i No vax

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
8 SET 21
Ultimo aggiornamento: 10:06
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E dice sì, chiaro e tondo, anche riguardo alla tenuta del G20 sull’Afghanistan, rispondendo alle critiche sull’inconcludenza delle istituzioni europee con un’osservazione ironica e cioè chiedendo chi, in questa vicenda, è stato concludente (vorremmo aggiungere che di concludente c’è stata solo la scelta, appunto, di concludere di botto la missione afgana).
C’è un bel sì anche sulla disponibilità dell’Italia all’accoglienza dei profughi afgani individuati. A proposito, sono già stati vaccinati, ci fa sapere, come avverrà a tutti i migranti in arrivo nel nostro paese. E dice un sì anche quando gli viene chiesto se crede nella stabilità del governo.
Non parla proprio di stabilità ma di qualcosa di più, cioè della capacità di prendere decisioni e di fare riforme. Anche se la Lega fa le bizze e un suo esponente, noto alle cronache come contrario al green pass, viene a trovarsi nella commissione giusta per piazzare un voto contrario. Draghi non dà a questa vicenda troppo peso e inchioda Matteo Salvini alle sue responsabilità e mettendo in evidenza, si potrebbe dire, una contrapposizione interna alla Lega, una questione con la quale è Salvini a dover fare i conti.
Parla chiaro, per quanto è possibile, anche sul Quirinale. Dicendo che non è, per lui, una soluzione alternativa all’incarico attuale, una specie di ripiego dorato.
Parlar chiaro e dire sì quando serve un sì è un’arma molto forte ed è un modo per scompaginare davvero il politichese. Non con l’insulto o con la volgarità, ma con l’esposizione dei progetti, delle scelte e delle loro ragioni.

Le tre "cose" principali

Fatto #1

Fatto #2

Fatto #3

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