Jacques-Louis David, "Bonaparte valica il Gran San Bernardo" (1800-1803). Olio su tela, Castello della Malmaison (da Wikipedia)

Dall'archivio

Sono 200 anni dalla morte di Napoleone

Redazione

Progetti visionari, un segno indelebile sul mondo che sarebbe stato e una frattura aperta nella Francia di oggi. Tra chi è pronto a far follie per un suo cappello all'asta e chi lo vorrebbe cancellato. Viaggio bonapartiano nel nostro archivio

Ei fu. Siccome immobile, da 200 anni. Il 5 maggio 1821 moriva in esilio a Sant'Elena Napoleone Bonaparte. Tra le figure politiche e militari più influenti della storia moderna, ne cambiò il corso e ne segnò gli anni a venire. Dal diritto alla società civile, fino all'immaginario collettivo. Divisivo in tutto. Anche nella sua grandezza: "lo spirito del mondo a cavallo", come lo chiamò Hegel, sarebbe stato lo stesso del complesso di inferiorità che oggi porta il suo nome.

 

E la Francia di oggi resta spaccata in due: tra chi è disposto a spendere milioni per un cimelio di Napoleone a chi ne vorrebbe la damnatio memoriae: una rinfrescata di storia e curiosità, dall'archivio del Foglio.

 

 

 

 

 

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