cerca

È morto Vincent Lambert

Dopo dieci giorni di inedia forzata il quarantaduenne francese in stato di coscienza minima ha smesso di respirare alle 8.24 di questa mattina al Policlinico di Reims

11 Luglio 2019 alle 10:31

È morto Vincent Lambert

Vincent Lambert è morto alle 8.24 di questa mattina al Policlinico di Reims dopo dieci giorni di inedia forzata. Al quarantaduenne, che per quasi undici anni ha vissuto in uno stato di coscienza minima a causa un incidente automobilistico, era stata disposta la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione dopo che la Cassazione francese aveva dato ragione alle moglie che da oltre un decennio aveva portato avanti un battaglia legale per “lasciare andare” il marito paralizzato, nonostante le richieste dei genitori di non interrompere le cure. "Non lo accettiamo, ma possiamo solo rassegnarci, è finita”, avevano scritto Viviane e Pierre Lambert due giorni fa.

 

"La morte di Vincent Lambert e la sua storia sono una sconfitta per la nostra umanità", ha scritto in un tweet mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita.

 

La morte di Lambert segna così, come abbiamo scritto in un recente editoriale, non "tanto la sconfitta dei genitori di Lambert, bollati da certa stampa benpensante come degli anziani lefebvriani, cioè di due cattolici estremisti e quindi mossi dall’ideologia. Ma è anche la sconfitta – ed è quello che poco si sottolinea – delle centinaia di medici che hanno sottoscritto un appello contro l’interruzione di idratazione e alimentazione, non ravvisando i presupposti per farlo. Posizione scomoda, troppo controcorrente in un paese dove il suo presidente, chiamato in causa, ha detto di non voler intervenire essendovi sul tema 'posizioni non univoche'".

 

Sempre su queste colonne, Ferdinando Cancelli aveva raccontato la vicenda sottolinenando come "Vincent non era, almeno fino a quando idratazione e nutrizione erano in atto, un paziente in fase terminale di malattia. Era piuttosto un paziente gravemente disabile, quasi sicuramente senza possibilità di miglioramento ma non in fase finale di malattia. Vincent non era un paziente con sintomi disturbanti, almeno fino a quando idratazione e nutrizione erano in atto: non mostrava dolore, non faticava a respirare, non aveva nausea o conati di vomito, non era agitato. Con la sospensione di idratazione e nutrizione vi è il fondato timore che i sintomi compaiano e proprio per tale motivo vengono iniziate terapie contro il dolore e viene mantenuto uno stato di sedazione profonda e continua fino al decesso. Vincent non ha scritto o trasmesso in alcun modo una direttiva anticipata di trattamento: detto in altre parole, non sapremo mai se lui avrebbe voluto continuare o meno a essere nutrito e idratato. Vincent non è inoltre un paziente per il quale i familiari abbiano trovato un accordo, anzi si teme che dietro la battaglia che divide i genitori dalla nuora vi siano motivi che con la malattia di Vincent non c’entrano molto. Vincent è un malato che costa".

 

Per approfondire leggi anche:

Vincent Lambert deve morire

La Cassazione francese mette la parola fine. Ignorato perfino l’Onu

Vincent Lambert, condannato a morte

Il 42enne è un paziente non in fase terminale che lo diventa perché siamo noi a deciderlo

   

Il Consiglio di stato francese: Vincent Lambert deve morire

Non sia una legge a decidere quando sospendere alimentazione e idratazione

  

Vincent può morire

Con dodici voti a favore e cinque contrari, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito venerdì che, se fosse messa in atto, l’interruzione dell’idratazione e dell’alimentazione del trentottenne francese Vincent Lambert non violerebbe la Convenzione sui diritti umani.

 

“Je suis Vincent Lambert”

La Marcia per la vita di Parigi, la Francia contro aborto ed eutanasia

 

Francia, prove tecniche di eutanasia

Il presidente francese Hollande può, una volta tanto, dirsi soddisfatto. La conferenza di cittadini (diciotto persone considerate rappresentative dell’intera popolazione) incaricata di fornire un parere sull’aggiornamento della legge Leonetti sul fine vita, si è dichiarata favorevole, ieri, all’introduzione del suicidio assistito per persone in grado di intendere e di volere e dell’eutanasia (da autorizzarsi dopo un confronto tra i parenti dei pazienti e una commissione medica) per malati terminali non in grado di esprimere la propria volontà.

 

Non condannate Vincent Lambert a morire

Un uomo ha il diritto di bere e mangiare anche se non può farlo da solo?

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Bacos50

    11 Luglio 2019 - 15:03

    Vorrei porre un quesito. Qualche anno fa abbiamo affrontato l’argomento del fine vita. In quella occasione dissi chiaramente e poi l’ho sottoscritto che nel caso mi trovassi in uno stato di coma irreversibile trascorsi cinque anni in quelle condizioni di interrompere qualsiasi sostegno vitale compresi alimentazione e idratazione. Ecco, si può decidere in questo senso della propria esistenza o bisogna chiedere il permesso a qualcuno ?

    Report

    Rispondi

  • lisa

    11 Luglio 2019 - 12:12

    L'enormità di questa cosa non sembra sfiorare nessuno. Si riempiono la bocca di parole a sproposito come l'egoismo di chi vuole una persona cara in vita, anche in quelle condizioni, parlano a sproposito di dignità, ma nessuno si rende conto di quanto sia pericoloso consegnare a chiunque di noi la signoria sulla vita di un altro. Io non la voglio. Non voglio che la legge mi aiuti a uccidere qualcuno, che mi sollevi la coscienza. Ma quale orrenda presunzione muove le persone e le rende così sicure di cosa sia meglio quando in ballo c'è la vita di un altro? E soprattutto, una volta legittimata questa pratica, siamo davvero sicuri che ognuno di noi decida per l'altro e non per se stesso o per convenienza? Sono tutti santi e altruisti quelli che uccidono inneggiando alla dignità e egoisti quelli che vogliono la vita?

    Report

    Rispondi

  • oliolà

    11 Luglio 2019 - 12:12

    Ecco qua, nessuno perda più il suo tempo a far testamento, a lasciare le sue ultime volontà sulla propria uscita di scena. Non ci sarà neppure bisogno di testimoni che abbiano raccolto in privato tali decisioni. Si procederà per analogia, su semplice richiesta di qualcuno interessato alla cosa. A quando "l'intervento d'ufficio"? Ci sono in giro tanti tribunali per la difesa di tante cose che corrono seri rischi. Nessuno pensa a un tribunale per la difesa della specie Homo sapiens sapiens?

    Report

    Rispondi

  • Bacos50

    11 Luglio 2019 - 11:11

    Affermare che non sapremo mai se Lambert avrebbe voluto continuare a vivere come un vegetale è pretestuoso oltre che ipocrita: la moglie e parte dei congiunti hanno fin da subito detto che lui non avrebbe voluto vivere in quelle condizioni e pare che i giudici abbiano accolto tale testimonianza. È accaduto lo stesso con Eluana Englaro. Ecco perché è fondamentale lasciare per iscritto le proprie volontà

    Report

    Rispondi

Servizi