Cinema
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L'estate di Ulisse e Spider-Man
L’estate cinematografica ha tenuto fede alla sua storia migliore, quando si andava poco in ferie e l’aria condizionata in casa l’avevano soltanto i ricchi. Va peggio dal punto di vista delle produzione, che finora ha sfruttato l’estate per il maggior numero di ore di luce e il clima dolce
22 AGO 26

Il cinema – nel senso degli incassi e delle sale cinematografiche – quest’estate era in gran forma. Due titoli come “Odyssey” di Christopher Nolan (che riuscì a fare un film strepitoso come “Dunkirk” sul salvataggio dei soldati alleati – erano migliaia e migliaia – che si erano ritirati sulle spiagge di Dunkirk) e poi “Spider-Man: Brand New Day” di Destin Daniel Cretton hanno rimpannucciato il botteghino. Anche in Italia, dopo una stagione non memorabile dopo l’exploit di Checco Zalone (e un po’ di sfiducia maturata nei confronti dei titoli estivi), non si riesce mai a prevedere come andranno.
Nessuno ha avuto la sfera di cristallo, per prevedere qualche estate fa gli incassi record di “Barbie”. Chi avrebbe immaginato che quest’estate l’abbiamo trascorsa discutendo di Omero e di Odisseo? E chi avrebbe mai scommesso su quest’ultimo “Spider-Man”, quando anche i supereroi si sono dimostrati fallibili negli incassi?
Invece è successo. L’estate cinematografica ha tenuto fede alla sua storia migliore, quando si andava poco in ferie e l’aria condizionata in casa l’avevano soltanto i ricchi. Va peggio dal punto di vista delle produzione, che finora ha sfruttato l’estate per il maggior numero di ore di luce e il clima dolce. In Francia, dove sono sempre avanti – quest’anno per necessità, la loro estate è stata torrida e funestata da giganteschi incendi – le produzioni hanno dovuto correre ai ripari, scrive Screen International.
Accanto ai set francesi sono state attrezzate zone di frescura per riprendere fiato, quando era possibile si girava di notte, e c’erano medici nelle vicinanze. Tutto per far fronte alla torrida estate che rendeva il lavoro più complicato. Se siete mai stati su un set, ricordate sicuramente la frequenza con cui viene ritoccato il trucco delle attrici e degli attori, anche se non si tratta di un film in costume. Guai a sudare, guai a avere il viso lucido: arrivano subito a tamponarti. Anche gli abiti con il caldo soffrono, chiedere alle guardarobiere. E naturalmente soffrono i registi, i tecnici e tutte le maestranze.
Non si possono girare tutti i film dentro uno studio. Tenerli alla giusta temperatura sotto il solleone si porterebbe via un bel pezzo del budget. Finirà che vedremo solo disegni animati, che non sudano. Sudano invece disegnatori e animatori, ma si può rimediare facendoli lavorare nelle stagioni fredde, in modo da avere nuovi film con i paperini nella stagione calda o caldissima.
Prendiamo “Oceania”, per esempio. Che bisogno c’era di rigirarlo con attori veri, con questo caldo micidiale? Era già abbastanza insulso il film d’animazione. Notevole, solo il dimagrimento dell’eroina Vaiana: si può disegnare una fanciulla grassoccia, ma quando arriva sul set dimagrisce.