È l'ultima battuta?

La recensione del film di Bradley Cooper, con Will Arnett, Laura Dern, Andra Day, Bradley Cooper, Calvin Knegten

di
3 APR 26
Ultimo aggiornamento: 03:15 PM
In “La fantastica Mrs Maisel”, un marito sale sul palco con un quadernino pieno di battute, le ha ripassate in taxi assieme alla moglie (fine anni 50, vanno verso il Village di New York dopo essersi vestiti da esistenzialisti). In “E’ l’ultima battuta?”, un marito sale sul palco del Comedy Cellar e per risparmiare i 15 dollari d’entrata racconta al microfono il suo divorzio. Non fa una gran figura, ma i tempi dei fischi devono essere finiti. Basta per tornare un’altra volta. E un’altra ancora, mentre la vita scorre. Arthur abita da solo, ogni tanto vede i figli e anche l’ex consorte, una sempre magnifica Laura Dern. Lui è Will Arnett, insieme vantano il divorzio più amoroso del cinema. Nessuno fa scenate, pur avendo ognuno ottimi motivi (neanche i due figli sveglissimi fanno tragedie). Lei si è pentita dopo il ritiro dalla pallacanestro (lui appende in casa una gigantografia della moglie impegnata in una schiacciata – di schiena, però). Lei ricupera un vecchio amico, forse potrebbe diventare un corteggiatore, ma tutto si blocca quando finiscono per bere un bicchiere proprio nel club dove Arthur si esibisce – e sta anche diventando piuttosto bravo. Bradley Cooper ha scritto la sceneggiatura con Will Arnett – tra altri successi, la voce di “Bojack Horseman” nella serie animata – e qui si concede una breve apparizione. Come regista - ora al terzo film dopo Lady Gaga e Leonard Bernstein – è sempre strepitoso.