Chissà cosa pensano ad Atene – dopo che ieri Standard & Poor’s ha tagliato ancora il rating della Grecia da “B” a “CCC” (il peggiore al mondo) segnalando l’accresciuto timore di un default – dell’ultima candidatura arrivata per la guida del Fondo monetario internazionale (Fmi), quella dell’israeliano Stanley Fischer. Alla metà degli anni 90, pur di convincere il governo di Seul a ripulire i bilanci delle banche coreane, Fischer, allora vicedirettore generale del Fmi, fece ricorso a una boutade da salotto parigino: “Sa cosa disse il generale Liautey al suo giardiniere?