“La liquidità non manca. Anzi, qui in Cina ce n’è fin troppa…”. Parla così, davanti alle telecamere di Bloomberg tv, Edward Zhu, uno dei non pochi nuovi miliardari cinesi. Gente che, al contrario di Zhu, è affamata di liquidità per rimediare ai tanti guai di un anno nero per i capitalisti rossi del Drago. Prima la campagna anticorruzione promossa dal presidente Xi Jinping, che ha fatto scomparire il brandy dai pranzi aziendali e i rolex dal polso dei notabili di partito. Poi la stretta in banca, che tanti guai sta procurando ai fondi della finanza ombra, dove sono stati parcheggiati in questi anni gli enormi profitti (e le tangenti) delle imprese di stato o della speculazione immobiliare.