Sergio Marchionne, stavolta, sembra in buona compagnia. Lui minaccia, in occasione del lancio della 500 L che da ieri esce dagli impianti nuovi di zecca di Kragujevac, Serbia, di chiudere “almeno una fabbrica su quattro” in Italia per fronteggiare il crollo del mercato europeo. Ma lo stesso, in questi mesi, ha fatto General Motors, decisa a ridimensionare Opel. A Parigi, l’affaire Peugeot minaccia di essere la prima vera grana per il governo socialista: è a grave rischio l’impianto di Aulnay, tremila operai che producono la C3.