Eccola, finalmente, la quotazione in Borsa (o Ipo, Initial public offering) di Twitter, già annunciata con un cinguettio. Nessuna sorpresa, insomma. Anzi no, perché l’ultima meraviglia della Silicon Valley ha scelto di sfilare sulla passerella della Borsa (non si sa ancora quale, se il Nyse o il Nasdaq) con un look classico. Già dal prospetto, in cui non c’è spazio per i proclami tipo “operiamo per rendere il mondo migliore” o “creare una cultura più aperta” con cui si presentarono a Wall Street Google e Facebook. La missione di Twitter è più sobria: “Migliorare la comunicazione tra gli utenti”, nulla di più. Ma il colpo di scena è un altro