Chissà quali idee abbiano percorso la mente di Barack Obama mentre osservava con il binocolo, dietro uno spesso vetro antiproiettile, i movimenti nordcoreani oltre la frontiera di Panmunjom, in Corea del Sud. Forse avrà ripercorso i passi salienti del discorso di Praga dell’aprile 2009 quando, appena eletto, auspicava un “mondo libero da armi nucleari”, chiedendo a tutti i paesi di “liberarsi dei propri arsenali atomici, residuo più pericoloso della Guerra fredda”.