Poi, arrivava sempre Sandro. Col maglioncino color glicine o ciclamino e lilla, che quanti cavolo ne aveva, poi, di questi maglioni, e certi foulard che i liberali se li sognano – “communista” proprio con due emme, come quando diceva “ggente” (“ah, i puristi”, si lamentava lui), ma per nulla triste o di scuro vestito o di nero umore. Leggi Memorie di Telekabul, l'ultima intervista di Curzi al Foglio