Il circo mediatico-finanziario si arricchisce di nuove lamentazioni. Consumato, per fortuna con il minimo dei danni, l’annuncio apocalittico, si insinua adesso il dubbio sulla ripresa. Ammesso che ci sia, dicono, si tratta di una ripresa con meno posti di lavoro. E a peggiorare la situazione, arriva anche la frenata dei Brics. Che fine faranno i capitali in fuga dal Brasile, dalla Russia, dall’India, dalla Cina e dal Sudafrica? Per non parlare dell’euro sballottato tra l’instabilità politica italiana, il nuovo salvataggio greco e le elezioni tedesche. Insomma, ricomincia il mesto borbottio che agita temi e argomenti del passato. Prendiamo la “jobless recovery”.