“Questa non è una manovra bis, ma un cambiamento strutturale. Si tratta di ridurre gli sprechi salvando i servizi”. Mario Monti, aprendo ieri il tavolo con le parti sociali, ha parlato. Ma chi lo ha ascoltato? Susanna Camusso, leader della Cgil, lancia l’allarme rosso. Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, si straccia le vesti per i suoi statali (se ne andranno un impiegato e due dirigenti su dieci, ha confermato Vittorio Grilli viceministro dell’Economia). Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, si augura che ci siano i soldi per pagare i fornitori e vuole sostegni alle costruzioni, i portavoce degli enti locali sbraitano perché i fondi periferici vengono ridotti più di quelli centrali. Leggi l'editoriale Sulla spesa pubblica i sindacati uniti da una strategia sfascista - Leggi Un assaggio di spending review