Europa contro il resto del mondo, e gli Stati Uniti in mezzo. Le dimissioni di Dominique Strauss-Kahn hanno aperto la corsa alla poltrona di direttore generale del Fondo monetario internazionale, e per la prima volta i fondatori sono sfidati dalle nuove potenze economiche. Queste hanno colto l’occasione per negare il diritto acquisito degli europei che dura dal 1946 (il primo direttore fu un belga, Camille Gutt), in base a un patto con gli americani i quali sono sempre stati interessati a controllare la Banca mondiale, nelle cui casse circolano dollari, non unità di conto come i diritti speciali di prelievo (composti da un basket di valute: dollaro, euro, yen e sterlina) emessi dal FMI.