Fonti della Farnesina fanno notare che c’è qualcosa d’irrituale nel modo felpato, per non dire segreto, con cui il Consiglio dei ministri ha disposto venerdì scorso un giro di poltrone diplomatiche. Il Foglio ha potuto consultare una copia della notifica del governo, non ancora resa pubblica, che coinvolge alcune sedi di primo piano: cambiano gli ambasciatori di Pechino, Berlino, Parigi, Bruxelles, Nuova Delhi, Madrid, Il Cairo, Baghdad, Brasilia, oltre a undici diplomatici di sedi minori.