Quando lo scorso fine settimana Toby Lanzer, alto funzionario dell’Onu per le questioni umanitarie in Sudan del sud, è entrato a Bentiu, una città petrolifera nella zona nord del paese, dentro alla moschea e dentro all’ospedale ha trovato “mucchi e mucchi di cadaveri” abbandonati gli uni sugli altri, uccisi dai ribelli antigovernativi che erano arrivati in città qualche giorno prima. I ribelli non hanno ucciso a caso, sono entrati nella moschea dove i civili cercavano rifugio e hanno ucciso gli uomini e le donne di etnia nuer, perché, secondo un comunicato emesso dall’Onu lunedì, non erano usciti a festeggiare l’ingresso dei ribelli a Bentiu, appena conquistata.