La candidatura di Olli Rehn alla presidenza della Commissione europea: ecco, dicono fonti informate su Palazzo Chigi, il vero bersaglio della doppia esternazione di Enrico Letta contro il commissario agli Affari economici e monetari. Il 22 novembre il presidente del Consiglio si era scagliato genericamente contro gli “ayatollah del rigore”. Martedì, dopo una ruvida intervista di Rehn a Repubblica (“l’Italia non sta rispettando l’obiettivo di riduzione del debito, e su privatizzazioni e spending review per ora resto scettico”), ha dato un nome all’ayatollah facendo un esplicito accenno alle sue ambizioni per le elezioni dell’Europarlamento. Leggi l'editoriale La gaffe del ministro tecnico