Una delle critiche più insistenti e più fondate alle manovre di salvataggio che si sono succedute è l’assenza di un vero impegno alla dismissione del patrimonio pubblico. La riluttanza del sistema istituzionale a vendere beni di cui non fa uso e da cui non trae alcun reddito è diffusa a tutti i livelli. E’ operante una norma, contenuta in uno dei decreti attuativi del federalismo fiscale, che passa alle amministrazioni locali e regionali la proprietà di una quota rilevante del patrimonio edilizio statale, ma non c’è alcun segnale che, anche a livello del territorio, le amministrazioni puntino a risanare i loro bilanci vendendole.