Con un pontificale di “semplice ma importante saluto e ringraziamento” con maxischermo in Piazza Duomo, il cardinale Dionigi Tettamanzi ha salutato ieri la sua amata diocesi di Milano. Arrivò nel 2002, nel mezzo dei trambusti post giottini e delle guerre di civiltà, scegliendo per sé il linguaggio afono e un po’ malmostoso del moralismo sociale e del pietismo ecclesiale; se ne va ora dicendo che “gli anni della cosiddetta Tangentopoli pare che qui non abbiano insegnato nulla”. Leggi Il vento di riforma tedesco. Ratzinger va in Germania e trova una chiesa in odore di scisma di Paolo Rodari