Più sento il termine “big data” più mi rende sospetto. Non come Edward Snowden, che pensa che il governo ci stia in qualche modo spiando. Se i curiosoni di Fort Meade, la sede dell’Agenzia per la sicurezza nazionale, vogliono guardare dentro i miei cassetti telematici della biancheria per cercare indizi di terrorismo facciano pure. Sono lieto di fare la mia parte in nome della sicurezza nazionale. Il problema è quando il termine “big data” diventa fuorviante. di Philip Delves Broughton Leggi l'editoriale I Big Data applicati a noi stessi ci faranno morire d’ansia (e di disamore) - O'Malley Salvare il calcio dai Big Data