A luglio 2012 Mario Draghi enunciò a Londra la sua prima eresia di presidente della Bce: quel “faremo tutto il necessario per salvaguardare l’euro, e credetemi sarà abbastanza”, preludio al programma Omt di acquisto diretto di titoli pubblici a medio termine. Il quale, solo come deterrente, ha tirato fuori dai guai Italia e Spagna. Ieri, a quasi un anno di distanza e nel sancta sanctorum di Francoforte, quindi al cospetto dei falchi tedeschi, la seconda eresia: dire che la politica dell’Eurotower resterà accomodante “per un lungo periodo di tempo, e un lungo periodo di tempo non significa sei mesi o un anno, ma significa un lungo periodo di tempo”, è non solo parlare chiaro e prendere i mercati per il verso giusto – lo si è visto dal balzo delle Borse e dal calo degli spread – ma indirizzarsi anche ai propri interlocutori politici, consapevole di poterlo fare.