Il discorso che Barack Obama ha tenuto al centro culturale Bozar di Bruxelles sembrava uscito da un altro tempo, ricordava più il presidente che va a ritirare il Nobel per la Pace e fa un discorso guerriero in sostegno dell’occidente (era il 2009) piuttosto che il presidente che poi abbiamo conosciuto nelle sue cautele, nei suoi calcoli. C’era tutto, nel discorso a Bruxelles, iniziato con un “what we stand for”, i valori dell’occidente declinati nella loro potenza, e finito con “non ho dubbi che la speranza vincerà sulla paura e la libertà continuerà a trionfare sulla tirannia”, con in mezzo il racconto delle battaglie per la libertà, soprattutto nell’Europa martoriata del Novecento, e persino un riconoscimento alla campagna irachena, che Obama ha contrastato, ma che è stata fatta “all’interno del sistema internazionale”. Leggi anche Obama pone le condizioni per difesa e indipendenza energetica dell’Europa