Leggere è un privilegio, almeno nel Regno Unito, quindi in carcere niente libri, siamo inglesi. Il governo britannico ha approvato (silenziosamente) lo scorso novembre un decreto restrittivo che vieta ai detenuti di ricevere i libri spediti loro da familiari, amici, associazioni e qualsivoglia altro soggetto. Di questo provvedimento non se ne è saputo niente per mesi, passato sotto silenzio, ignorato dai media, almeno sino a quando un blog che tratta di argomenti legati al rispetto dei diritti umani ha segnalato la notizia. In poche ore diversi scrittori e intellettuali inglesi come Philip Pillman, Mark Haddon, Ian McEwen e Susan Hill hanno iniziato a criticare aspramente la scelta del governo, aperto una petizione online, costretto il ministro della Giustizia inglese, Chris Grayling, a difendersi pubblicamente.