Anche i non italiani potranno lavorare nel settore del trasporto pubblico. La notizia sembra strana, a tratti assurda, soprattutto se si considera il mondo globalizzato e multietnico nel quale viviamo. Sino ad oggi però per guidare un autobus, un treno o un tram o anche solo per ripararli o pulirli la legge prevedeva una precisa credenziale: "essere cittadini dello Stato italiano". Reminiscenza del regio decreto del 1931, ma a tutti gli effetti vincolante ancora sino al 6 aprile. Dopo 83 anni, grazie al recepimento della direttiva europea 2011/98 e l'entrata in vigore del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 40, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 22 marzo, anche questo tabù legislativo è stato superato, sebbene fosse già stato modificato nella prassi dall'apertura dei confini post-Schengen.