L’inchiesta di seimila e rotte pagine con cui la commissione Intelligence del Senato smonta l’efficacia degli interrogatori “duri” messi in piedi dalla Cia negli anni più duri, appunto, della guerra al terrore è ancora riservato, ma stormi di uccellini informati e interessati ne cinguettano da tempo con i giornalisti di Washington, i quali non disdegnano mai nuovi pallettoni da scaricare ex post sulla legacy presidenziale di George W. Bush. L’implicita elevazione di Barack Obama, che della guerra al terrore doveva essere il curatore fallimentare, è un virtuoso effetto collaterale per l’establishment che continua, nonostante tutto, ad amare il presidente.