Trenta giorni di stato d’emergenza a Port Said, Ismailia e Suez necessari, sostiene il presidente egiziano Morsi, per “fermare lo spargimento di sangue”: negli ultimi cinque giorni ci sono stati più di 50 morti negli scontri scoppiati dopo la condanna a morte di 21 imputati per la strage allo stadio di Port Said dello scorso anno, e ieri ci sono stati altri disordini. “Sono sempre stato contrario a misure di questo tipo, ma devo agire”, ha detto Morsi domenica sera, chiedendo all’opposizione di aprire un dialogo per riportare la calma.