Al direttore – Noi che non amavamo la fermezza contro il terrorismo comunista (ma la invocavamo contro quello fascista e contro le “stragi di Stato”), che detestavamo l’ammucchiata dell’unità nazionale perché volevamo l’alternativa di sinistra, che ci muovevamo, a Roma, tra via Tomacelli (il manifesto) e via di Torre Argentina (partito radicale) per repulsione verso le leggi speciali e a favore del garantismo di Rossana Rossanda e di Marco Pannella, che non chiamavamo i brigatisti rossi “compagni che sbagliano”, che nel 1983 eleggevamo al parlamento italiano Toni Negri, noi dovremmo dire qualcosa.