Nel 2007 il mostro spaziale delle banche Lehman Brothers ebbe una folgorante intuizione: il prezzo dell’uranio salirà e salirà ancora, dai poveri 13 dollari al chilogrammo del 2001 fino a raggiungere i circa 335 dollari al chilogrammo tra due anni, nel 2009. “Non è mica l’alluminio o il carbone, quelli salgono soltanto perché se lo accaparrano i cinesi. L’uranio, invece, quello sì che tirerà”, diceva il rapporto Lehman. Giusto? Sbagliato.