Durante la scorsa primavera non era difficile imbattersi in articoli che, citando studi recenti e analisi sicure, prevedevano lo scioglimento quasi completo dei ghiacci dell’Artico per l’estate. Il trend degli ultimi anni era effettivamente quello, con il picco negativo della scorsa estate, a suggellare quanto i cantori della fine del mondo per autocombustione vanno intonando da un decennio almeno: il leggendario passaggio a nord-ovest finalmente libero, guerre per le trivellazioni tra stati ed eschimesi che impacchettano gli igloo per traslocare. Niente di tutto ciò, invece.