L’area liberal, o se si vuole progressista, sta ai margini della chiesa. Ha pochi colloqui con le gerarchie. Anche se, a onor del vero, cardinali o vescovi a cui rifarsi e riferirsi ne ha, ma questi faticano ad ammetterlo esplicitamente. E’ oggi una frangia un po’ borderline, la cui agenda di riforme nelle scorse ore è stata messa al centro del dibattito ecclesiale grazie alla manovra del porporato boemo a capo della chiesa di Vienna, Christoph Schönborn. Leggi la prima puntata, L'agenda Schönborn - La terza puntata è sul Foglio oggi in edicola (che puoi leggere on line qui)