Lo storico Roberto de Mattei dice al Foglio di sentirsi in sintonia con la constatazione di una vulnerabilità del cristianesimo: “E’ vero che non si sono sentite, nei giorni appena trascorsi, omelie forti ma il prevalere di appelli ‘donabbondieschi’. Più che di vulnerabilità del cristianesimo o della chiesa, parlerei di debolezza degli uomini che li rappresentano”. Leggi gli interventi di Ventorino e Introvigne - Veneziani e Barbieri - Roberto Volpi - Leggi l'intervista di Giancarlo Cesana a Tempi - Leggi Il cristianesimo si ritrova ora solo e vulnerabile di Giuliano Ferrara