Lunedì Lance Armstrong e Oprah Winfrey hanno depistato i cronisti e si sono chiusi per due ore e mezza in una stanza d’albergo di Austin, in Texas, per registrare la rappresentazione rituale dell’eroe caduto e della grande consolatrice d’America. Quella che andrà in onda domani sera su Own, il network di Oprah, non è un’intervista, è una liturgia di espiazione, un atto di dignitosa contrizione da recitare con le mani giunte e il capo chino per riceverne, in cambio, la comprensione dell’America tradita dai suoi eroi riprovevoli.