Se David Villa avesse giocato nell'Inter degli anni Novanta l'avrebbero soprannominato "El segna semper lu", l'epiteto che fu di Maurizio Ganz. Villa risolve tutto quello che c'è da risolvere in un quarto di finale facile soltanto sulla carta. L'attaccante appena acquistato dal Real Madrid segna il gol decisivo, guadagna un rigore (parato), fa massa critica là davanti in una Spagna versione tichitic-tichitoc, causa ampia rappresentanza blaugrana. Leggi La Germania meno tedesca di sempre passeggia sui resti di Maradona - Leggi Il bar sport del Foglio