La società aperta e i suoi schienaliInvadere lo spazio delle gambe altrui nell'angusto sistema della classe Economy è una metafora dei limiti della convivenza civile nell'èra della saturazione dei diritti.diMattia Ferraresi7 AGO 20
Il ponte tra Obama e la Silicon Valley è Megan Smith, nerd e attivista gayIl rapporto fra le aziende tecnologiche della Silicon Valley e la politica di Washington è il trionfo delle “porte girevoli”, quelle che conducono da una parte all’altra del processo di policy making.diMattia Ferraresi7 AGO 20
Il ponte tra Obama e la Silicon Valley è Megan Smith, nerd e attivista gayIl rapporto fra le aziende tecnologiche della Silicon Valley e la politica di Washington è il trionfo delle “porte girevoli”, quelle che conducono da una parte all’altra del processo di policy making.diMattia Ferraresi7 AGO 20
Sapore di ruggineCosì s’infrange il mito del legame perfetto fra Bush e il suo vice CheneyIn politica, come in altri strati dell’esistenza, tutto sta nel retrogusto. Le parti in sospensione devono precipitare e sedimentarsi, liberarsi come possono dalle pulsioni per rivelare la loro natura elementare. Una serie d’indizi emersi nelle ultime settimane indica che nella diarchia che come un sol’uomo ha retto l’America per otto anni maledettamente complicati, si è insinuato un retrogusto ferroso.diMattia Ferraresi7 AGO 20
Atterraggio duroCome Obama temeva, la sua riforma della sanità finisce in piazzaLa pistola alla cintura forse era eccessiva. Martedì mattina William Kostric ha aspettato il passaggio del presidente, Barack Obama, prima di un incontro in New Hampshire sulla riforma sanitaria, con la sua legittima arma nella fondina e un cartello fra le mani: “E’ ora di innaffiare l’albero della libertà”, in riferimento alla massima di Thomas Jefferson, secondo cui l’albero della libertà va nutrito con il sangue dei patrioti e dei tiranni.diMattia Ferraresi7 AGO 20
Barack il temporeggiatoreDa soldato riluttante a burocrate zelante, così Obama perde la guerraL’epica un po’ pelosa dell’Obama “soldato riluttante” si dirige verso la sua tragica conclusione. All’inizio della presidenza i cantori liberal hanno dipinto l’atteggiamento dell’eroe democratico sulle guerre in Afghanistan e in Iraq come quello di un eroe di Eschilo. Secondo la narrativa preferita dagli opinion maker della sinistra mondiale, Obama sarebbe stato costretto dalle sue responsabilità di commander in chief a portare avanti due guerre sporche e cattive che gli arrivavano in dote dalla peggiore delle Amministrazioni. Leggi l'editoriale Via da Kabul, se bisogna starci con il riluttante Obama di Giuliano FerraradiMattia Ferraresi7 AGO 20
Barack il temporeggiatoreDa soldato riluttante a burocrate zelante, così Obama perde la guerraL’epica un po’ pelosa dell’Obama “soldato riluttante” si dirige verso la sua tragica conclusione. All’inizio della presidenza i cantori liberal hanno dipinto l’atteggiamento dell’eroe democratico sulle guerre in Afghanistan e in Iraq come quello di un eroe di Eschilo. Secondo la narrativa preferita dagli opinion maker della sinistra mondiale, Obama sarebbe stato costretto dalle sue responsabilità di commander in chief a portare avanti due guerre sporche e cattive che gli arrivavano in dote dalla peggiore delle Amministrazioni. Leggi l'editoriale Via da Kabul, se bisogna starci con il riluttante Obama di Giuliano FerraradiMattia Ferraresi7 AGO 20
Due idee per evitare un’altra guerra tra Europa e AmericaNon c’è bisogno di rivangare la vecchia metafora planetaria per spiegare che un fossato di natura, spirito e impostazione politica divide l’America dall’Europa. Su Marte ci si industria con pragmatismo e senso di realtà tanto in tempo di pace quanto in tempo di guerra, mentre gli abitanti di Venere si perdono con voluttà in areopaghi collegiali e burocrazie di ogni sorta finché non si scontrano a muso duro con la crisi; è allora che invocano il deus ex machina della tecnocrazia.diMattia Ferraresi7 AGO 20
Due idee per evitare un’altra guerra tra Europa e AmericaNon c’è bisogno di rivangare la vecchia metafora planetaria per spiegare che un fossato di natura, spirito e impostazione politica divide l’America dall’Europa. Su Marte ci si industria con pragmatismo e senso di realtà tanto in tempo di pace quanto in tempo di guerra, mentre gli abitanti di Venere si perdono con voluttà in areopaghi collegiali e burocrazie di ogni sorta finché non si scontrano a muso duro con la crisi; è allora che invocano il deus ex machina della tecnocrazia.diMattia Ferraresi7 AGO 20
“95 tesi” di destra per rilanciare il lavoro in America e non soloMichael Strain è un economista che si occupa di mercato del lavoro all’American Enterprise Institute, think tank conservatore di Washington dove si pratica il culto dei princìpi del mercato. Il suo presidente, ArthurBrooks, è un indefesso sostenitore della identità tendenziale fra mercato e moralità e nel tempo della “jobless recovery” americana ha propiziato un’ampia riflessione dei conservatori sul tema del lavoro. Strain ha assolto il compito, con qualche sorpresa.diMattia Ferraresi6 AGO 20