Pensavamo che la calunnia, quell’arte sottile della diffamazione che tanto più colpisce i personaggi pubblici quanto più li espone nei loro vizi privati, intimi e reconditi, fosse il portato postmoderno del marketing o della trasparenza democratica. Pensavamo fosse l’effetto incontenibile dell’era digitale, da quando Internet ha travolto ogni barriera, condannando il riserbo, il segreto, la discrezione. Errore, la calunnia è un’arte antica.