All'assemblea nazionale del popolo del Partito comunista cinese, a inizio marzo, Bo Xilai si guardava attorno, con le mani saldamente aggrappate ai braccioli. Sorrideva con la solita smorfia, un filo amara. Non poteva saperlo, ma politicamente era già morto. Non c’era più possibilità di tornare a prima della notte del 6 febbraio, quella in cui la Cina salutava i festeggiamenti per l’anno nuovo e il carismatico Bo Xilai diceva addio alla sua scalata inarrestabile ai vertici del Partito. Leggi Le manette di Mao