La Corte costituzionale ha dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzione sollevato dalla Camera, lo scorso 5 aprile, nei confronti della procura di Milano. Con il suo voto, l’Aula aveva stabilito che le indagini su concussione e prostituzione minorile a carico del premier non spettavano ai pm milanesi, ma al Tribunale dei ministri di Milano. Di Pietro (Idv), quel pomeriggio, aveva parlato di “falsità storica” votata in “un giorno di ordinaria follia”. La Consulta, al contrario, ha detto che il conflitto ha le sue ragioni, anzi, se ne può discutere.