E’ finita la prima giornata. Si conferma l’appannamento, chiamiamolo così, delle teste di serie. Dopo Argentina e Brasile, anche l’Uruguay sembra indossare un punto di celeste più pallido del Mondiale 2010 in Sudafrica. Continua la maledizione dei cosiddetti numero uno. Lontano dalle città dove evolvono normalmente e dall’idolatria di tifoserie che scaldano cuore e muscoli per tutto l’anno, balbettano, sono l’ombra di se stessi.