In fondo l’unico che ha colto la sua vera natura è stato Corrado Guzzanti, “la responsabilità è pallosa, funerea, il comunismo è fantasia, meglio stare in strada a rompere i coglioni e a fare gli scherzi”. Da quando ha deciso che la classe è in un recinto e dai recinti non si governa e ha lasciato a Nichi Vendola il compito della politica dell’inutile, il compagno Fausto B., colui che fece cadere due volte Prodi, vive una seconda giovinezza e si ripropone come poil à gratter di una sinistra che vede – e non è il solo – con identità sempre meno marcata e idee sempre più deboli.