Adesso, con tutto il rispetto per Marchionne, è venuto il momento degli azionisti. Così come ha parlato chiaro la famiglia Peugeot – “sì a qualsiasi operazione che non ci metta in minoranza” – ora tocca agli Agnelli dire cosa intendono fare. E già, perché al di là delle generiche espressioni di coesione intorno al suo progetto di alleanze industriali, tra il capo della Fiat e il socio di riferimento storico, dopo il no del governo tedesco su Opel l’uniformità di vedute potrebbe essere andata a farsi benedire.